Prima di cominciare il post letterario voglio fare gli auguri a tutti i papà del mondo!!!!! a quelli che ci sono vicini ancora per nostra fortuna e a quelli che abbiamo nel nostro cuore....un abbraccio speciale al mio papà che nonostante la malattia mi ha sempre insegnato nella vita ad accettare quello che Dio ci regala, a ringraziare per le bellezze del creato guardando le sue montagne ora e scalandole in lungo e in largo prima, a non lamentarsi mai e a ritenermi fortunata per quello che ho, perchè c'è gente al mondo che non ha nulla..... grazie al mio papà che è il papà più bello e grande del mondo... lo pensavo da bambina e ne sono ancora convinta oggi.... e un augurio speciale al Capitano, papà della mi ciurma, penso di lui le stesse cose che penso del mio papà... posso ritenermi fortunata e lo sono sicuramente i miei figli...
Ma siamo di nuovo qui, al nostro venerdì letterario, avrei avuto voglia di postarvi un esperimento culinario fatto ieri ma sarà il prossimo post, i libri di oggi li ho letti qualche mese fà, me li ha regalati il capitano, già me lo immagino in libreria a chiedere romanzi che parlino di ricette, ma così ha fatto ed è stato davvero in gamba, due libri molto diversi scritti in stili diversi e ambientati in paesi molto diversi e lontani....
il primo libro è "Piazza Gourmand" di Roberta Schira, racconta le vite, gli amori i dolori di tanti personaggi che vengono intrecciati tra loro, si affacciano tutti su questa piazza, chi dal ristorante, chi dagli appartamenti, chi dalla strada.... mi è piaciuto tantissimo, sembrava che fossi io al centro di quella pizza, con lo chef, con il raffinato clochard italo - francese, con la coppia di sposini... e visto che sfogliandolo ggi mi sfuggono alcune cose, lo rileggerò sicuramente...Ecco qui la trama...
"... Immaginate una grande piazza, affollata di umanità, negozi, ristoranti, taxi, automobili. Molte case vi si affacciano, molte vite la attraversano e il denominatore comune è il cibo: cibo-amore, cibo-ossessione, cibo che cura o cibo che uccide. Un grande chef passa dalle cucine al marciapiedi; coniugi ricchi e annoiati litigano rumorosamente al ristorante; due coppie restano bloccate in ascensore mentre vanno a una festa e iniziano a mangiare i piatti che avevano preparato; amanti golosi si incontrano in un motel per un appuntamento erotico-gastronomico; un insignificante e grigio ragioniere nasconde un segreto: storie diverse che confluiscono in un finale collettivo, a tavola naturalmente.
Amore, sesso, gelosia, passione, ossessioni, segreti, doppie vite, desideri mai espressi: ecco i temi eterni che muovono i fili dei personaggi di questo romanzo corale, costruito attorno al mito della tavola imbandita, che unisce, mette in comunione, pacifica.."
Il secondo libro "Dolce come il cioccolato" Di Laura Esquivel è un romanzo molto particolare... scritto in uno stile magico, inusuale, sensuale condito con ricette deliziose... la storia quasi impossible di un amore che a causa di un'assurda tradizione famiglia, deve finire ancora prima di nascere ma...
"Tita è figlia di Elena, una donna arida e volitiva, che la obbliga ad obbedire ad una vecchia tradizione: la figlia minore deve dedicare la sua vita alla madre e non potrà sposarsi nè avere figli.
Pedro è innamorato di Tita e, per starle vicino, visto che non c'è altra soluzione, sposa la sorella Rosaura. Tita vivrà sotto il tetto del cognato: è un'ottima cuoca e riuscirà, attraverso succulenti piatti, a comunicare amore e sensualità all'uomo che ama.
Il libro è diviso in dodici capitoli, tanti quanti i mesi dell'anno. Ognuno di essi è preceduto da una ricetta, ma il gusto del cibo, gli odori, le spezie, gli aromi delle erbe e i profumi del dei fiori ... tutto questo è in ogni pagina. L'arte culinaria è un modo di comunicare e per far questo è essenziale l'amore. Tita piange il giorno del matrimonio della sorella con Pedro e le sue lacrime, mescolate al cibo che prepara, fanno piangere di tristezza tutti gli invitati ... Gertrudis, un'altra sorella di Tita, dopo aver mangiato le quaglie alla salsa di rose, fuggirà da casa in preda a sensuale furore, si rifugerà in un bordello e poi, infine rasserenata, diverrà l'amante e la sposa di un compagno di Pancho Villa, col quale tornerà a casa ad abbracciare i suoi. Intanto Pedro e Rosaura hanno un figlio, amorevolmente curato da Tita. Mamma Elena è però in guardia e fa in modo che i due sposi vadano via. Il piccolo, privo del latte che miracolosamente succhiava dal seno di Tita, morirà: alla notizia, Tita correrà il rischio di impazzire per il dolore. Di lei si occupa portandola via da casa, il dottor John Brown, che la salva col suo amore. A lungo Tita sarà indecisa tra John, buono, semplice e devoto e Pedro, la passione viscerale, furiosa e impossibile..."
Ve li consiglio entrambi a me sono piaciuti molto anche se completamente diversi, Buona Lettura!