Benvenuti nella cucina di Ely

Mi chiamo Elena, ho 41 anni sono sposata con Paolo che conosco da quando ero bambina e ho 3 figli Mattia 13 anni, Pietro 12 e Lucia 7, amo cucinare da sempre e da quando mi sono sposata ho provato, sperimentato e inventato. Il Capitano e i tre marinai si prestano molto volentieri ad assaggiare tutto quello che qui viene creato...

Dimenticavo qui siete i benvenuti! Tra farina e libri, un ago e una forbice, c'è lo spazio per un caffè e una chiacchierata in compagnia...

 factory  factory  factory

A.A.A Alla ricerca di...

| 16 bricioline di pane...
Girovagando nel web sono capitata in questi due siti a dir poco meravigliosi dove comperare tutto ma proprio tutto per i cupcake, uno è questo e l'altro è questo, e poi ho trovato pure questo guardate che eleganza, inutile dirvi che già stavo sognando i miei dolcetti con dei vestitini nuovi, ma mi chiedevo se qualcuna/o di voi conosce altri negozi on-line dove poter comperare tutte queste "ciofecatine" e magari più vicini e non oltre oceano come questi,  magari potrei segnarle in una pagina a parte con i vari link e posso essere visibili a tutti, siamo sempre alla ricerca di tutto non è vero? grazie a tutti per il vostro aiuto!

ho trovato anche questo...



Borretane caramellate in agrodolce

| 39 bricioline di pane...


Piove piove la gatta non si muove... chi ha parlato di primavera???? no perchè qui stasera sul mio Resegone e sulla Grigna ha pure nevicato, ovvio, ho lavato i vetri, poi le tende, poi i terrazzi e pure tutti i piumini quindi non poteva che essere così! Non parliamo poi dell'ora che mi rubano ogni primavera.... sono già addormentata di mio ci manca poi che mi prendono l'ora e se la tengono per quansi 6 mesi... ma dico è educazione questa? lo sapete che la sottoscritta si sveglia praticamente in ufficio verso le 11 di mattina e alla sera alle 21 è già in piena catalessi da sprofondare beatamente nelle braccia di Morfeo? No... perchè da furba che sono siccome la settimana scorsa avevo problemi a prendere sonno, causa un Capitano che fà dei versi come le risacche del mare (non sò se esistono ma ci stava così bene), con delle ronfate davvero insopportabili, e io calci di qui, pugni di la, mico micio micio... che sotto casa mi si raduna tutta la famiglia dei gatti randagi al completo, sono pure andata a comperarmi in farmacia la melatonina, dicono che sistema l'orologio della luce e del buio, proviamo anche questa... e così dormo beatamente in qualsiasi luogo mi si metta.... tutto questo per presentavi una ricetta veloce veloce, ma buona buona buona. Un contorno che faccio quasi sempre a Pasqua e a Natale, in gran quantità, perchè non ne abbiamo mai abbastanza. Si sposa con i bolliti, con i formaggi e se vogliamo possiamo servirlo anche come antipasto, eccovi la ricetta.


 Ingredienti:

700 gr di cipolline borretane
3 cucchiai di olio EVO
2 foglie di alloro
1 cucchiaio abbondante di zucchero
2-3 cucchiai di uvetta sultanina
1 bicchiere abbondante di aceto balsamico
2 cucchiai di pinoli (in questa versione non li ho messi perchè erano finiti)
sale q.b.


Preparazione:

Lavate bene le cipolline, asciugatele e fatele rosolare in una casseruola, con l'olio e l'alloro, aggiungete poi pian piano tutti gli ingredienti, se dovesse asciugarsi troppo aggiungete ancora aceto balsamico misto ad acqua, salate e fate cuocere piano piano fino a quando le cipolline saranno morbide ma non disfatte e il sugo si sarà rappreso. Servite tiepide o fredde meglio il giorno dopo,. Si conservano tranquillamente in frigorifero anche per 3-4 giorni. Magari può esservi d'aiuto per un veloce antipasto pasquale!


Spaghetti allo zafferano con mazzancolle & C.

| 48 bricioline di pane...
Prima di partire con il post di questo lunedì, volevo solo raccontavi brevemente le sensazioni che ho provato al Musical della Bella e la Bestia.... vi comunico che il 31 maggio lascerà Milano e quindi fanno l'offerta del biglietto al 40%.... ebbene avete presente la leggiadra e bionda fanciulla del post precedente... ecco proprio le, bene fatela tornare bambina, con un bel caschetto biondo scuro e con tanta voglia di sognare.... ebbene... per fortuna gli spettacoli sono al buio altrimenti tutti avrebbero visto la mia bocca spalancata nel vedere le scenografie, gli abiti, i miei occhi lucidi in alcune scene... il cuore che batteva in altre, la felicità e la gioia nel sapere che la bestia alla fine si trasforma in un bel principe, quello che tutte sogniamo quello delle nostre fantasie... ebbene al Teatro Nazionale di Milano per la prima volta ad uno spettacolo nonostante fossi circondata da figli e marito e cognata e da qualche centinaio di altre persone... ero sola... all'intero dello spettacolo, nel bosco, nel castello... tutto questo per dirvi che se potete e vi piacciono i Musical non tralasciate la meravigliosa esperienza di poterlo vedere.... davvero davvero magnifico.....


Ma ora passiamo alla nostra ricetta, quelle ricette tipiche di noi mamme, casalinghe, lavoratrici, che vogliono mangiare bene, sano e sopratutto che si riesca a fare mentre si fà matematica con il maggiore, con l'orecchio sinistro si ascoltano gli Etruschi (o i Romani... abbiate pazienza...) con una mano si disegna una maschera a farfalla e con l'altra mano si tagliano i pomodori, perchè è quello che faccio quasi sempre verso l'ora di cena... ma ovviamente capita anche a voi ne sono sicura, ebbene un giro veloce al super nella pausa pranzo per cercare qualcosa di buono per la cena della sera, e vedo queste mazzancolle freschissime e pure scontate del 30% (non mi sono chiesta il perchè) le ho prese e con un bel pacchetto di datterini sono venuta a casa, ricetta veloce, gustosissima e piatto unico noi ci siamo mangiati solo quello ma è stato davvero uno spettacolo, anche perchè abbiamo passato mezz'ora a pulire le mazzancolle ma vogliamo mettere la figura grandiosa nella foto, con antennine e occhietti belli? un pò di sacrificio insomma.... ma eccovi la ricetta:

Ingredienti per 5 persone:
400 gr di spaghetti
2 bustine di zafferano
350/400 gr di mazzancolle "vestite"
pomodorini datterini (quanti ne volete)
2 zucchine chiare
olio EVO
sale e pepe q.b.



Preparazione:
Lavate per bene le mazzancolle e asciugatele delicatamente con lo skottex, lavate i datterini e tagliateli a metà, lavate le zucchine e tagliatele a julienne, in una capiente pentola dai bordi non troppo alti fate saltare le mazzancolle con 3 cucchiai di olio EVO, aggiungete i pomodorini e le zucchine e fateli cuocere per circa 15/20 minuti, salate, pepate e spegnete. Preparate poi gli spaghetti e a metà cottura aggiungeteci le due bustine di zafferano, che darà alla pasta un piacevole sapore non troppo intenso ma davvero gradevole e la colorerà un pochino. Scolate gli spaghetti versateli nella pentola con il pesce e le verdure mescolate per bene e servire! e visto che sono ancora in tempo vorrei partecipare alla raccolta di Federica del blog le Note di Cioccolato

Savoiardi

| 50 bricioline di pane...

 
... Correva l'anno 1995 circa.... è una allora leggiadra e innamorata fanciulla dai capelli biondi per conquistarsi l'allor fidanzato (ora marito) si apprestava a preparare per la prima volta i savoiardi... dolce biscotto morbido e friabile, il preferito dal giovane marinaio (si sà che poi andando avanti con gli anni i gradi aumentano ed è ora Capitano)... passano gli anni e l'allor leggiadra fanciulla del leggiadro non ha più nulla, ma le rimane la capigliatura bionda e con l'aiuto di un buon parrucchiere riesce a mantenere ancora bionda ....ebbene... dopo quella prima volta non ho più preparato i savoiardi e me ne ero totalmente dimenticata, sempre alla ricerca di cose nuove e stuzzicanti da provare, gira di qui e gira di la chissà come mai capito ancora da Sabrine che in un post di alcuni giorni fà mostrava i suoi magnifici savoiardi... ed è così che la memoria mi torna.... le scrivo che i suoi sono bellissimi e che anche io tanto tempo fà li avevo fatti e Sabrine mi invita a confrontare le ricette, così un pomeriggio in cui non avevo nulla da fare se non stirare i due metri di biancheria e lavare vetri e tendaggi, ho optato per rifare questi fantastici biscotti, non potevo passare la ricetta senza riprovarla non siete daccordo? la ricetta è copiata integralmente   tratta dalla mia bibbia in cucina, il mio primo libro di ricette che è stato pubblicato tanti tanti tanti anni fà a fascicoli e che io mi sono comperata prima di sposarmi, "La mia Cucina Pratica" vi ricordate? magari qualcuno di voi l'ha fatta come me...  da li vengono tutte le mie prime esperienze culinarie e devo dire che non mi hanno mai tradito ma come al solito la mia lingua và veloce e voi aspettate la ricetta eccola...



Ingredienti per circa 300 gr di savoiardi:

40 gr di frumina (la ricetta originale prevede la fecola di patate ma non l'avevo in casa)
130 gr di farina bianca
4 uova
120 gr di zucchero



Procedimento:

Passate al setaccio la farina e la frumina, in una terrina montate a neve ferma i 4 albumi con 100 gr di zucchero (io l'ho fatto fare al Kenwood); in una tazzina sbattete i tuorli con lo zucchero rimasto, aggiungete i tuorli agli albumi (mai il contrario) amalgamandoli con la spatola dall'alto verso il basso. Aggiungete quindi, facendola scendere a pioggia, le due farine, sempre tagliando il composto ottenuto dall'alto verso il basso con una spatola di gomma (davvero molto delicatamente altrimenti gli albumi si smontano).
Versate il composto in una sacca  da pasticciere, io ho usato una siringa liscia senza nessun beccuccio, e sulle teglie che avrete coperto di carta forno, premendo pian piano cercate di dare  ai biscotti una forma a lingua di circa 8-10 cm. lasciando un pò di distanza tra un biscotto e l'altro. Lasciate riposare alcuni minuti poi spolverizzate con zucchero a velo. Mettete le teglie in forno già caldo (180°) per circa 10 minuti (se le teglie sono due) a metà cottura scambiatele di posto.
I savoiardi devono essere appena biondi, gonfi e morbidi. Sfornateli, lasciateli sulla placca 5 minuti e con molta delicatezza staccateli e posateli su una grata per lasciarli raffreddare... se ci riuscite!!!!



Una precisazione, dalle foto vedete degli intrusi, ci sono dei  savoiardi rosa, mi era avanzato dell'impasto e con una goccia di colorante alimentare ho fatto la signorina savoiarda. stanno così bene tinti di rosa non vi pare? e con questo post vi auguro una felice w.e. io oggi sono a Milano a vedere lo spettacolo la Bella e la Bestia al Teatro Nazionale, mi hanno detto che è meraviglioso!!!! vi farò sapere...

Cosa leggiamo....

| 23 bricioline di pane...



Benvenuti al nostro appuntamento letterario, questa volta posto di giovedi  perchè domani non riuscirò ad accendere il pc fino al pomeriggio e non volevo perdere l'appuntamento con voi e il post programmato non ho capito come mai ma non funziona.... i libri di questa puntata sono due libri a me molto cari, il primo libro è la conclusione della saga di Agnes Brown vi ricordate qui avevo parlato dei primi 3 libri, e dopo pochi giorni è uscito il quarto ed ultimo libro anche se racconta di Agnes Brown ragazza, quindi in ordine cronologico il primo, Brendan O'Carroll non si smentisce, ironico allegro, triste unico e meraviglioso come gli altri tre libri e qui vi esorto ancora a leggerli, sono freschi mai scontati, penso tra i miei preferiti in assoluto ma la trama la trovate qui sotto...


"...Prima di essere mamma, prima di mettere al mondo i suoi marmocchi e prima che i suoi marmocchi la rendessero nonna, Agnes Browne era Agnes Reddin, esile e indisponente ragazzina del Jarro, figlia di Connie Parker-Willis, contabile della fonderia Parker-Willis, che fondeva ferro a Dublino fin dal 1801, e di Bosco Reddin, primogenito di Sean Gam-basvelta Reddin, malandato eroe della Fratellanza repubblicana irlandese. Quando i genitori di Agnes convolarono a nozze nella chiesa di St Jarlath, dal lato dello sposo non c'era un posto a sedere libero. Da quello della sposa, invece, erano in quattro. Tre spaesati parenti alla lontana e un ubriacone della zona. Dei Parker-Willis nemmeno l'ombra, disgustati com'erano dalla sola idea che Connie si maritasse con un operaio della loro fonderia, e per giunta un sindacalista. Agnes è venuta al mondo il 6 dicembre del 1936 nel Jarro, una zona popolare a nord di Dublino piena zeppa di operai e disoccupati con le loro famiglie numerose. Negli anni Quaranta, su strade sporche e buie, avvolte in un sudario di fumo per via delle migliaia di fuochi di torba o carbonella accesi nelle case, Agnes, capelli corvini e figura snella, sgambettava insieme con la sua amichetta del cuore Marion Delany, faccia tonda e figura a barilotto..."

e ancora...

"Dopo il successo della trilogia dedicata all’affascinante personaggio di Agnes Browne e ai suoi sette “marmocchi” (Agnes Browne mamma, I marmocchi di Agnes e Agnes Browne nonna) Brendan O’Carroll ci regala il capitolo mancante della saga, quello dedicato all’infanzia e all’adolescenza di questa straordinaria figlia d’Irlanda. Un Prequel che in parte smentisce la convinzione secondo cui Agnes fosse figlia del proletariato urbano dublinese ma che, allo stesso tempo, conferma il suo profondo radicamento nella sua terra.
All’inizio del secolo Dublino era una città fumosa e caotica. I pochi operai che non erano emigrati in America lavoravano sulle banchine del porto e nelle rare fabbriche che resistevano alla concorrenza e alla fame. Bosco Reddin, giovane operaio e figlio di operai, aveva deciso di tornare a Dublino dopo qualche anno di lavoro a Londra e dopo aver imparato a memoria la Carta dei diritti dei lavoratori. Dopo tre settimane aveva un nuovo lavoro alla Fonderia Parker-Willis e acclamava i discorsi dei leader sindacali americani al cospetto dei colleghi, al Gravediggers Pub. Ad ascoltarlo una folla di operai commossi e una donna che avrebbe cambiato la sua vita: Constance Parker-Willis. Terza figlia del patron della fonderia e addetta alla contabilità dell’azienda di famiglia, Connie era una donna elegante e austera, ma pronta ad ascoltare i bisogni dei suoi operai. Quella sera, seduta in un angolo buio del pub, decise di sposare Bosco Reddin e di rinunciare per sempre all’eredità e al buon nome della sua famiglia. Da questo amore ingenuo ed eroico, nel dicembre 1936, nel quartiere popolare del Jarro, nacque Agnes Loretta Reddin. Bella e tranquilla, la vita di Agnes non ebbe scossoni, almeno fino all’impatto frontale con una vera forza della natura come Marion Delany.
Insieme fin dalla prima classe delle elementari, Agnes e Marion avrebbero condiviso negli anni tutte le tappe di un’adolescenza rutilante. Dal primo giorno di lavoro in fabbrica, quando Marion si rende protagonista di una scena indimenticabile, fino alla conquista del tanto agognato banco di frutta e verdura nel mercato cittadino, dalle uscite del venerdì sera in compagnia di improbabili amiche, alla scoperta dell’amore e del Rock’n’Roll. Anche quando tutta l’esistenza di Agnes va in frantumi, Marion è con lei, pronta a lasciarsi andare in uno dei suoi esilaranti sproloqui.
Un libro che nello spazio di poche righe riesce a far ridere e piangere, a farci gustare tutta la grottesca magia di Dublino, ma anche riflettere sui suoi mali e le sue miserie..." (da IBS

Il secondo libro non è un romanzo ma un Manuale pratico su come fare il pane in casa, l'ho trovato per caso nel mio negozio bio e avevo trovato la recensione su Cucina Naturale, bellissimo manuale che ci spiega con oltre 50 ricette come fare il pane con il lievito naturale, con costi effettivi per controllare il risparmio, con un pò di storia, con tante ricette e il trucco della pallina di pasta nell'acqua, vi ricordate che ne avevo parlato? ora dopo aver imparato questo trucco non sbaglio più ed il pane è sempre cotto e ben lievitato, non ha fotografie ma è davvero molto interessante, una piccola precisazione, le ricette hanno le quantità per dei pani grandi, perchè la scrittrice Annalia De Luca porta l'esempio della cottura in compagnia e non tutti i giorni basta ridimensionare le quantità e il pane è perfetto io consiglio di cuore l'acquisto di questo libretto non voluminoso e non molto costoso ma che ci dà una visione più critica ed etica del perchè si fà il pane in casa... in breve...

"Se da tempo sogni di fare il pane in casa o se ci hai provato ma non sei soddisfatto dei risultati ottenuti fino ad oggi, questo è il libro che fa per te.
In «Facciamo il pane» l'autrice ha raccolto i risultati della sua pluriennale esperienza e quella di altri panificatori casalinghi nella preparazione del pane a lievitazione naturale, cioè utilizzando la pasta madre o la cosiddetta lievitazione acida.
Oltre alle ricette classiche a base di farina di frumento, questo libro riporta le indicazioni per preparare il pane con altri cereali (segale, grano saraceno, orzo, mais, riso), le ricette per pani speciali, focacce, cracker, taralli, e alcuni suggerimenti specifici per fare il pane senza glutine.
Completano il volume le ricette per i pani dolci: dall'immancabile panettone, ai cornetti alle noci, per finire al pan bricche e allo Stollen.
Nel libro si trovano inoltre precise indicazioni per la scelta degli ingredienti, per la cottura (nei forni di casa o nel forno a legna) e suggerimenti per conciliare questo gustoso piacere con il proprio ritmo di vita."


Qualche nota sull'autrice...

Annalisa De Luca è da anni impegnata nella pratica e nella diffusione del consumo critico, degli stili di vita sostenibili e di diverse forme di autoproduzione, fra le quali il pane a lievitazione naturale è stata la prima e più forte passione, rinnovata ogni settimana nella preparazione di questo straordinario alimento per sé e la sua famiglia. È tra le fondatoci dell'associazione «Le Feltrale» e del GAOS (Gruppo di Acquisto Ostinatamente Solidale) di Incisa Valdarno (Fi). Negli ultimi anni il suo impegno si sta concentrando soprattutto nell'organizzazione e diffusione di giornate di panificazione collettiva a lievitazione naturale, aperte a chiunque voglia imparare a fare il pane o condividere la propria esperienza.(da il Giardino dei Libri)

Spero anche questa volta di avervi incuriosito e vi auguro un buon fine settimana.




Vellutata di broccoli verdi, coste e pinoli

| 52 bricioline di pane...

Qui di vedere un raggio di sole non c'è proprio verso... stamattina apro le persiane e non vedo nulla... cavolo i vetri li ho lavati l'latro giorno... va bè avere la vista appannata dal sonno ma... ma ... ma è nebbia.... no... che umidità nelle spalle... ma siamo al 23 di marzo non si può... ci deve essere il sole tiepidino, l'arietta frizzantina, il giubbotto leggero... e invece ancora con il pastrano dell'inverno... consoliamoci allora con una bella vellutata tutta verde, pure la stoffa da mettere sotto la tazzina per la scenografia, in pois verdi  azzurri e marroni... perchè dovete sapere che verde con verde stà bene e già... domve l'ho imparato???? ma qui in questo splendido blog e in particolare Edda ne parla in questo splendido post chiariamo una cosa tutto nel suo blog è splendido, in prima persona lei, poi le foto, poi le ricette sempre bellissime eleganti e raffinate... sarà perchè scrive in francese, sarà quel che sarà ma questo blog è davvero bellissimo, e proprio leggendo quel post dice in breve, che alimenti dello stesso colore stanno bene insieme e allora via... prendi i due mazzi di coste che stavano morendo piano piano e prendi i due broccoletti aggiungi un pò di acqua sale e via il gioco è fatto... così semplice direte? cosi semplice davvero dirò, ma ecco la ricetta, dimenticavo nelle foto vedete una piccola chiocciolina era tra le foglie delle coste non è meravigliosa e perfetta?



Ingredienti x 6 persone:

2 mazzi di coste
2 broccoli verdi
2 patate 
1 litro circa di acqua
sale q.b.
1 bicchiere di latte fresco intero
3 cucchiai di pinoli
qualche fetta di pane rustico ai cereali

preparazione:

Lavate molto bene le coste perchè potete trovare una piccola sorpresa come quella che ho trovato io, utilizzerete per questa ricetta solo le foglie verdi, lavate i broccoli e divideteli in piccoli pezzi,  pelate  lavate e tagliate le patate,  mettete tutte le verdure in una capiente pentola aggiungete l'acqua e portate a cottura, salate nella quantità che più vi aggrada e frullate il tutto fino a renderlo vellutato ,aggiungete il bicchiere di latte, lasciate riposare 5 minuti prima di servire. Nel frattempo fate tostare i pinoli che servirete con la zuppa accompagnata da fette di pane rustico con i cereali. Questa vellutata ci ha piacevolmente sorpreso, ha un gusto deciso perchè i broccoli e le coste sicuramente non sono delicate come sapore, il latte addolcisce il loro connubio e i pinoli anche. E' buonissima e profumata, sicuramente quello che ha detto Edda è verissimo e l'ho sperimentato!



p.s. con i gambi delle coste su suggerimento della Simo le ho fatte impannate come le cotolette alla milanese... un unico problema uscivano dalla padella entravano nelle bocche dei mariani quindi niente foto, credeteci e se avete dei gambi di coste avanzati provateli così sono da delirio!!!!!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Ambra



Biscotti al cacao e pinoli con un pizzico di spezie

| 41 bricioline di pane...

E' finita la cena... tutti si sono lavati e tutti sono a letto.... tranne il capitano e io... che pace... che silenzio... tutto da gustare... e allora che faccio? preparo i biscotti per domani mattina... pronti via! Una frolla semplicissima ma profumata grazie ai chiodi di garofano e noce moscata macinate, è friabilissima e se volete conservare i biscotti anche per una settimana metteteli in una scatola di latta e si conserveranno benissimo, ma passiamo alla ricetta.

Ingredienti:
270 gr di farina OO
30 gr di cacao in polvere amaro
130 gr di burro morbido
1 bustina di vanillina
1/2 cucchiaino scarso di noce moscata in polvere
1/2 cucchiaino scarso di chiodi di garofano in polvere
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 uovo
1 pizzico si sale
pinoli per decorare
zucchero a velo


Preparazione:
Setacciate la farina il cacao, il lievito le  spezie e la vanillina, mettetelo nel boccale del Bimby (o di un qualsiasi altro robot da cucina) aggiungete il burro, lo zucchero l'uovo e un pizzico di sale, impastate con la funzione impasto per circa 2 minuti non di più, altrimenti il burro si scioglie troppo, avvolgete l'impasto nella pellicola da cucina e lasciatela riposare per un' ora in frigorifero.
Riprendete la pasta stendetela con il mattarello allo spessore di 3 mm circa, ritagliate con un tagliabiscotti i vostri biscottini e a piacere aggiungete i pinoli poi  disponeteli su una placca da forno foderata con carta forno, fateli cuocere a 180 ° in forno statico per circa 10 - 12 minuti attenzione a non farli seccare. Toglieteli dal forno e metteteli a raffreddare, cospargeteli di zucchero a velo e gustateveli nel silezion della notte... perchè ora che ho finito era quansi l'una di notte... ma soddisfatta per aver preparato i biscotti da colazione me ne sono andata a letto con un biscottino tra i denti....

La ricetta base di questi biscotti l'ho presa dal volume 22 dell'Enciclopedia della Cucina - Cioccolato, ho fatto poi le mie modifice, togliendo la buccia d'arancia grattugiata e aggiungendo spezie e pistacchi.

Focaccine al riso venere con ripieno di gorgonzola

| 44 bricioline di pane...

Ed eccomi tutta emozionata!!! vi presento la mia prima vera sperimentazione culinaria, di solito in cucina creo certo dei piatti nuovi ma con ingredienti che sicuramente si sposano bene tra loro, oppure modifico una ricetta presa da qualche rivista oppure ancora dai vostri blog, ma mescolare degli ingredienti di cui non sapevo effettivamente il loro risultato finale davvero non l'ho mai fatto e così mi sono buttata. In una trasmissione televisiva del sabato mentre facevo le mie solite faccende domestiche, stavano presentando la città di Novara e il consorzio sulla tutela del formaggio gorgonzola e mentre le foto scorrevano sulle tante qualità di gorgonzola, che è in assoluto il mio formaggio preferito, il presentatore nomina anche un pane al riso venere e gorgonzola, ma non riesco ad arrivare in tempo per vederlo, cavolo! ed ora come faccio? cerco in rete qualche notizia ma non esiste nessun pane al riso venere ne tanto meno con il gorgonzola e allora ci provo io... mi sono sentita un grande chef (lasciatemi sognare almeno nella mia cucina...) e così con le titubanze di chi si appresta a fare un grande passo magari anche un grande fiasco mi sono messa all'opera...

Ingredienti:
250 gr di farina manitoba
100 gr di riso venere
200 gr circa di acqua (regolatevi voi)
2 cucchiaini di lievito di birra disidratato 
40 gr di olio EVO
1/2 cucchiaino di sale fino
gorgonzola dolce per la farcitura quantità a piacere
rosmarino per decorare
olio e acqua in parti uguali per spennellare


preparazione:
Nel Bimby tritate alla massima velocità il riso (ci vorrà un pò di tempo perchè è molto duro) risulterà una polvere abbastanza fine come la farina di mais da polenta, poi senpre nel boccale unite la manitoba, l'olio, il lievito, l'acqua e il sale e impastate in modalità impasto per circa 3 minuti, risulterà un impasto molto morbido e appiccicaticcio, con l'aiuto di un pò di farina formate una palla e mettetela a lievitare per circa 1 ora 1/2 nel forno spento ma con la lucetta accesa, a fine lievitazione l'impasto arriverà al bordo della ciotola, ho messo le foto del prima e del dopo per darvi una piccola idea, voglio specificare che tutte queste operazioni si possono svolgere in un comunissimo robot da cucina o per la fase dell'impasto anche a mano sulla spianatoia, un solo dubbio mi rimane per la riduzione in polvere del riso, perchè le lame del Bimby sono in acciaio e hanno fatto un pò di fatica, non sò se i robot da cucina tradizionali riescano a farlo, non vorrei essere la causa di qualche rottura, dopo che la lievitazione è arrivata al termine, stendete la pasta con un mattarello e tagliate dei grossi cerchi per creare le focaccine che sono  composte da due cerchi sovrapposti, sul cerchio che farà da base date un abbondante spennellata di olio e acqua che aiuta a mantenere la morbidezza della focaccina e poi riempite a piacere con il gorgonzola, coprite col l'altro disco spennellate la superficie ancora con olio e acqua e mettete un ramettino di rosmarino, con questa quantità mi sono uscite  6 focaccine complete con un diametro 11 cm. Nel frattempo accendete il forno e anche se non ha raggiunto la temperatura di 200 ° mettete le focaccine a cuocere in modo che lievitino ancora un pochino, per il tempo di cottura circa 20 minuti ma controllate quando saranno belle asciutte ma ancora morbite toglietele e cercate di non mangiarle subito... noi non ci siamo riusciti ho salvato una focaccina per il capitano altrimenti sentiva solo il profumo, la casa ne è rimasta inebriata, devo dire che la mia sperimentazione è stata un successo, sono profumate morbide e deliziose con il gorgonzola poi davvero uniche... e con questo post vi auguro un felice e riposante w.e.

Cosa leggiamo....

| 26 bricioline di pane...




























Prima di cominciare il post letterario voglio fare gli auguri a tutti i papà del mondo!!!!! a quelli che ci sono vicini ancora per nostra fortuna e a quelli che abbiamo nel nostro cuore....un abbraccio speciale al mio papà che nonostante la malattia mi ha sempre insegnato nella vita ad accettare quello che  Dio ci regala, a ringraziare per le bellezze del creato guardando le sue montagne ora e scalandole  in lungo e in largo prima, a non lamentarsi mai e a ritenermi fortunata per quello che ho, perchè c'è gente al mondo che non ha nulla..... grazie al mio papà che è il papà più bello e grande del mondo... lo pensavo da bambina e ne sono ancora convinta oggi.... e un augurio speciale al Capitano, papà della mi ciurma, penso di lui le stesse cose che penso del mio papà... posso ritenermi fortunata e lo sono sicuramente i miei figli...

Ma siamo di nuovo qui, al nostro venerdì letterario, avrei avuto voglia di postarvi un esperimento culinario fatto ieri ma sarà il prossimo post, i libri di oggi li ho letti qualche mese fà, me li ha regalati il capitano, già me lo immagino in libreria a chiedere romanzi che parlino di ricette, ma così ha fatto ed è stato davvero in gamba, due libri molto diversi scritti in stili diversi e ambientati in paesi molto diversi e lontani....
il primo libro è "Piazza Gourmand" di Roberta Schira, racconta le vite, gli amori i dolori di tanti personaggi che vengono intrecciati tra loro, si affacciano tutti su questa piazza, chi dal ristorante, chi dagli appartamenti, chi dalla strada.... mi è piaciuto tantissimo, sembrava che fossi io al centro di quella pizza, con lo chef, con il raffinato clochard italo - francese, con la coppia di sposini... e visto che sfogliandolo ggi mi sfuggono alcune cose, lo rileggerò sicuramente...Ecco qui la trama...



"... Immaginate una grande piazza, affollata di umanità, negozi, ristoranti, taxi, automobili. Molte case vi si affacciano, molte vite la attraversano e il denominatore comune è il cibo: cibo-amore, cibo-ossessione, cibo che cura o cibo che uccide. Un grande chef passa dalle cucine al marciapiedi; coniugi ricchi e annoiati litigano rumorosamente al ristorante; due coppie restano bloccate in ascensore mentre vanno a una festa e iniziano a mangiare i piatti che avevano preparato; amanti golosi si incontrano in un motel per un appuntamento erotico-gastronomico; un insignificante e grigio ragioniere nasconde un segreto: storie diverse che confluiscono in un finale collettivo, a tavola naturalmente.
Amore, sesso, gelosia, passione, ossessioni, segreti, doppie vite, desideri mai espressi: ecco i temi eterni che muovono i fili dei personaggi di questo romanzo corale, costruito attorno al mito della tavola imbandita, che unisce, mette in comunione, pacifica.." 

Il secondo libro "Dolce come il cioccolato" Di Laura Esquivel è un romanzo molto particolare... scritto in uno stile magico, inusuale, sensuale condito con ricette deliziose... la storia quasi impossible di un amore che a causa di un'assurda tradizione famiglia, deve finire ancora prima di nascere ma... 
Ecco la trama...




"Tita è figlia di Elena, una donna arida e volitiva, che la obbliga ad obbedire ad una vecchia tradizione: la figlia minore deve dedicare la sua vita alla madre e non potrà sposarsi nè avere figli.
Pedro è innamorato di Tita e, per starle vicino, visto che non c'è altra soluzione, sposa la sorella Rosaura. Tita vivrà sotto il tetto del cognato: è un'ottima cuoca e riuscirà, attraverso succulenti piatti, a comunicare amore e sensualità all'uomo che ama.
Il libro è diviso in dodici capitoli, tanti quanti i mesi dell'anno. Ognuno di essi è preceduto da una ricetta, ma il gusto del cibo, gli odori, le spezie, gli aromi delle erbe e i profumi del dei fiori ... tutto questo è in ogni pagina. L'arte culinaria è un modo di comunicare e per far questo è essenziale l'amore. Tita piange il giorno del matrimonio della sorella con Pedro e le sue lacrime, mescolate al cibo che prepara, fanno piangere di tristezza tutti gli invitati ... Gertrudis, un'altra sorella di Tita, dopo aver mangiato le quaglie alla salsa di rose, fuggirà da casa in preda a sensuale furore, si rifugerà in un bordello e poi, infine rasserenata, diverrà l'amante e la sposa di un compagno di Pancho Villa, col quale tornerà a casa ad abbracciare i suoi. Intanto Pedro e Rosaura hanno un figlio, amorevolmente curato da Tita. Mamma Elena è però in guardia e fa in modo che i due sposi vadano via. Il piccolo, privo del latte che miracolosamente succhiava dal seno di Tita, morirà: alla notizia, Tita correrà il rischio di impazzire per il dolore. Di lei si occupa portandola via da casa, il dottor John Brown, che la salva col suo amore. A lungo Tita sarà indecisa tra John, buono, semplice e devoto e Pedro, la passione viscerale, furiosa e impossibile..."

Ve li consiglio entrambi a me sono piaciuti molto anche se completamente diversi, Buona Lettura!

Lasagne con le verze e caciocavallo silano

| 56 bricioline di pane...
Quando una ricetta ti colpisce... la stampi...e la lasci vagare per la cucina nell'attesa di poterla fare.... è stato così per questa ricetta che ha fatto la mia amica Simo, mi sono innamorata a prima vista degli ingredienti, della cremosità.... e poi la verza, io l'unico modo in cui la cucino e nella tipica "Cassola" o le polpette di verza, ma in un primo piatto mai. Ebbene queste lasagne sono meravigliose, cremose, delicate, io penso di non aver mai mangiato una lasagna così, neanche quelle alla bolognese che di solito faccio e che sono buone, queste sono paradisiache e le ho elette a miglior lasagne mai mangiate, la bechamelle e il ragù che ho messo in quantità sovraumana, come potete vedere dalle foto, si sposano perfettamente con la delicatezza della verza e la cremosità del caciocavallo, ma ora vi lascio la ricetta praticamente identica a quella di Simo, questa volta non ho cambiato nulla se non la quantità di bechamelle e ragù perchè a me ne sono uscite due teglie, una piccola ed una rettangolare grande.


Ingredienti:

1 confezione di pasta fresca per lasagne
ragù di carne fatto in casa (la ricetta ve la darò prossimamente)
1 litro 1/2 (circa) di bechamelle (io l'ho fatta con il Bimby)
1/4 di forma di caciocavallo silano
formaggio di grana grattugiato a volontà
1 verza non tanto grossa

Preparazione:

lavate le foglie della verza e tagliatele a striscioline sottili, fatele scottare per circa 15 minuti in acqua bollente leggermente salata,  nel frattempo preparate la bechamelle e tagliate a fettine sottile il caciocavallo, il ragù l'avrete già preparato precedentemente. Quando le verze saranno pronte scolatele ben bene e lasciatele raffreddare, strizzatele ancora per fare uscire l'ultimo rimasuglio d'acqua e poi cominciate a preparare le vostre lasagne, nella pirofila, procedete a strati con la pasta per lasagne , ragù, bechamelle, verza, caciocavallo e formaggio di grana, fino a quando non avrete finito gli ingredienti e riempito la vostra teglia, fate cuocere in forno a 200° per circa 40 minuti, quando saranno belle dorate toglietele dal forno e gustatevele con un buon bicchiere di vino rosso, sono davvero buonissime... adatte ad una cena in compagnia dove poter godere di buon cibo e di chiacchiere, di buona compagnia e di vera amicizia....


Tramezzini Semaforo

| 51 bricioline di pane...
Con Il verde puoi passare...
con il rosso non andare...
con il giallo aspetta aspetta
che il rosso arriva in fretta.

E' doveroso precisare che questa ricetta è stata interamente preparata dai due marinai della bagnarola Mauri, Mattia e Pietro, un sabato mattina dopo un "mamma che facciamo? possiamo vedere un cartone?" "No.." "possiamo giocare al pc?" "No!!!!!" "e allora cosa facciamo?" "avete preparato la cartella?" "Si.. (da verificare...)" "avete fatto i compiti?" "Si...(da verificare doppiamente...)" bene (Maria Maddalena fammi venire in mente qualcosa......) preparate i tramezzini per stasera che siamo a cena da Attilio e Vanda! Detto - Fatto! questa ricetta semplicissima e gustosa l'ho vista su Cucina moderna mi pare di febbraio 2010 e mi ricordo che mi aveva colpito per i colori e per la semplicità della preparazione, così ho dato libero arbitrio (si dice?) ai due ragazzini dopo aver fatto vedere il procedimento con un tramezzino, hanno lavorato bene, si sono divertiti, hanno collaborato (e non è poco per due fratelli di 12 e 11 anni che si amano e si odiano nello stesso momento) mi hanno risparmiato un lavoro e sopratutto visto che gli auturi erano loro ne hanno mangiati a quantità industriali, bene ora vi lascio la ricetta...


Ingredienti:

1 pacchetto di pane per tramezzini
pomodori
insalata
un formaggio di colore giallino (per il semaforo giallo)
maionese

Preparazione:

tagliate in parti rettangolari il pane, un rettangolo lasciatelo intero (il sotto del tramezzino) nell'altro con un cilindretto, fate 3 cerchi che saranno i vetri del semaforo  noi abbiamo usato il cono per i cannoncini, nella parte intera spalmate un goccio di maionese e poi con le verdure e i formaggi componete il semaforo. Con questa semplice ricetta e in compagnia dei miei ragazzi vi auguro una buona settimana!!!!

questa ricetta partecipa a questa iniziativa


Grissini al latte e timo fresco

| 45 bricioline di pane...
All'uscita dalla scuola materna il 1/2 mozzo chiede "Mamma mi fai i grissini?" e la mamma si gonfia d'orgoglio ed escalama... "ma certo tesoro, li prepariamo insieme?" e così arrivati a casa grembiule farina ed eccoci al lavoro, vi risparmio tutta la descrizione della farina che piuttosto che cadere nel contenitore, cade per terra e vi risparmio pure le mie mosse acrobatiche per restare in piedi quando tento di non cadere sulla farina che crea quel velo invisibile ma traditore... e vi risparmio anche come cercare di tenere pulito 2 cm di tavolo per la foto, Lucia la mamma deve fare la foto per il blog... Lucia, via le mani, Lucia non toccare il timo, Lucia lascia stare l'impasto, Lucia devo fare la fotooooooooooooooooooooooooo... e così che succede quasi sempre  nella bagnarola Mauri, quando qualcuno si unisce alla mamma in cucina e meno male che questa volta c'era solo Lucia.. ma mi dovevate vedere poi quando con Pietro e Mattia ho montato la scenografia, allora un vecchio trepiedi portavasi del nonno, una teglia da pizza rovesciata con un foglio bristol bianco come sfondo, due lampade da scrivania accese e zac, foto, tic foto... "ma mamma quante ne fai?" "zitto tanto non mi vede nessuno..." " mamma sei un pò esagerata" "... zitto e tieni il foglio dritto..." " mamma ora basta..... " vabbè mi sono lasciata trascinare solo un pochino... ma veniamo alla ricetta di questi grissini veloci veloci alle16.30 li preparavamo alle 17.30 ne erano rimasti 5 per il Capitano della bagnarola....


Ingredienti:

250 gr di farina OO
150 gr di latte fresco intero
1/2 bustina di lievito istantaneo per pizze e torte salate
30 grammi di olio
1/2 cucchiaino di sale fino
olio EVO per spennellare
qualche rametto di timo fresco ben  lavato

Preparazione:

Ho letteralmente messo tutti gli ingredienti nel boccale del Bimby e impastato con modalità impasto per 3 minuti, lo stesso procedimento se mettete tutti gli ingredienti in un robot da cucina, o se invece lo fate a mano (io con il braccio non ce la faccio proprio) il tempo d'impasto si prolungherà un pochino, quando l'impasto sarà pronto tagliate tante piccole striscettine e tiratele alla lunghezza che preferite disponeteli su una teglia ricoperta di carta forno e spennellateli con olio d'oliva EVO, poi mettete in forno a 200° statico per circa 15/20 minuti;  io ho fatto due teglie e a metà cottura le ho scambiate di posto. Quando saranno pronti lasciateli raffreddare o intiepidire e gustateveli con dei pezzi di parmigiano, il timo dà un profumo delicato e il latte rende l'impasto più corposo e ricco, davvero stuzzicanti.

Volevo dedicare questo post a tutte le persone che ogni giorno vengono a trovarmi, sia a chi lascia i commenti che sono sempre ben accetti, direi una bugia se dicessi che non mi importa dei vostri commenti, ma guardando le visite giornaliere sò che ci sono tante altre persone che vengono qui a trovarmi anche senza lasciarmi un commento al post, magari a tante non interessa il blog e ci passano una volta per curiosità e poi mai più, ma tante mi scrivono privatamente dicendomi che provano le ricette che aspettano con gioia la rubrica del "Cosa leggiamo...", vi ringrazio davvero di cuore... se non fosse per voi tutti questo blog non ci sarebbe... se non ci fosse il confronto continuo con altri blog non mi cimenterei in tante ricette, non avrei voglia di provare.... non farei 175 fotografie a una fetta di pane (ebbene è capitato anche questo...) insomma un grazie grande grande! continuate a farmi compagnia e a tornare nella mia cucina creativa a me fà davvero piacere!
Buona domenica a tutti voi!

Cosa leggiamo....

| 18 bricioline di pane...
Buon pomeriggio a tutti eccoci al nuovo appuntamento con la rubrica cosa leggiamo.... quando vado in biblioteca parto con una lista di libri e tortno con tutt'altro, non sò se capita anche a voi, poi se consideriamo che il giorno in cui ho scelto questi libri, il pc della biblio era rotto e non si riuscivano a fare le ricerche, gli impiegati praticamente si offendono con le loro facce grigie e tristi se chiedi loro delle informazioni, ma tutti i bibliotecari sono così???? i miei si, mamma mia.... e quindi gira qui e gira là, ho scelto due libri per il loro colore e poi per il titolo, il primo libro è "Io odio San Valentino" di Rushby Allison, libro divertente carino non impegnativo e che si legge in un baleno e poi il titolo è una delle frasi che io ripeto spesso sul giorno di San Valentino.... ma sentite cosa racconta la trama...


"Liv, acclamata fotografa di matrimoni, odia la festa di San Valentino da quando Mike ha scelto proprio il giorno degli innamorati per scaricarla senza pietà. Ormai arresasi alla prospettiva di restare single, guarda con invidia alla sua eccentrica capa e alla vivace coinquilina che, al contrario di lei, hanno superato con disinvoltura i rispettivi fallimenti sentimentali. E poi un giorno Liv si ritrova al funerale di un'anziana collega, morta sola con i suoi gatti e la sua folle idiosincrasia per gli uomini. Il pensiero della donna continua a tormentare Liv, finché il fantasma della collega non le annuncia la visita di tre spiriti..."

e poi questo libro"Julie & Romeo" mi hanno attirato i due cuori rossi e poi il titolo e mi sono chiesta se non fosse una rivisitazione romanzata e scherzosa del famoso Giulietta e Romeo? ed infatti così è stato, due sessantenni che si innamorano ma con le famiglie contro, divertente leggero e anche questo si legge in un battibaleno ma vi riporto la trama...



"Romeo Cacciamani e Julie Roseman non sono più giovani, patiscono la solitudine ma sono attivi, coraggiosi e amano la vita. E quando s'incontrano scatta un'immediata simpatia, anche se da tempo immemorabile, e per ragioni ormai dimenticate, un odio feroce divide le loro due famiglie. Oltretutto i Cacciamani e i Roseman sono fiorai a Boston, e dunque rivali in affari. In lotta come i Capuleti e i Montecchi, i due clan cercheranno di dividere gli innamorati: tutti, dalla mamma ottantenne di Romeo all'ex marito di Julie, dagli adulti ai nipotini, faranno il possibile e l'impossibile per ostacolare il fidanzamento..."

So che a volte i titoli che trovate in questa rubrica sembrano un pò troppo leggeri, senza storia, e vi chiederete ma questa legge sempre romanzi all'acqua di rose, e io vi rispondo (solo se ve lo chiedete mi raccomando...) si, preferisco storie d'amore con il finale sempre bello, dove a volte si diventa anche un po ricchi ma non troppo, dove le protagoniste sono belle magre e hanno un fisico bestiale... perchè di cose brutte ne leggo già a sufficienza, perchè di preoccupazioni gravi o meno ne trovo ovunque e perchè di balene travestite ci sono già io e allora perchè non sognare? 

Buona lettura a tutti! 


Torta di mandorle di Marta Ferrari

| 47 bricioline di pane...


...Fuori nevica, il camino si è spento ora e vi voglio regalare questa meravigliosa torta, meravigliosa non perchè l'abbia fatta io ma perchè è una ricetta riuscitissima e non solo questa, del  libro di Marta Ferrari, se non conoscete il libro date un'occhiata qui, io lo tengo come un bene prezioso, mi piacerebbe anche avere gli altri e pian piano li prenderò sono una certezza culinaria! il libro me lo ha regalato mia suocera dopo una gita di quelle organizzate dalla cooperativa alimentare di cui siamo soci e alla quale non siamo andati, un libro di ricette, ricette vere, che vengono sempre, ricette che sanno di amore, di casa e di famiglia, io ne ho provate parecchie e sono tutte perfette, ingredienti sani naturali e genuini, niente di incomprensibile e stravagante ma che troviamo nei nostri supermercati o se abbiamo la fortuna anche nell'alimentari sotto casa. Questa torta mi ha meravigliato sin dall'inizio della preparazione, ho fotografato gli albumi montati a neve solo per farvi vedere che lavoro meraviglioso fà il "mio" Kenwood io adoro gli albumi montati da lui è ineguagliabile (vanità pura...)




e poi vi ho messo la foto anche della consistenza della pasta, un pò granulosa e sicuramente non morbida pensate che per metterla nella teglia ho dovuto spalmarla con il cucchiaio, mentre preparavo ero un pò incerta, ma se la Marta dice così diamine faccio così, non ho cambiato una virgola e ho fatto benissimo, torta meravigliosa... fragrante morbida e profumata, fatta nel pomeriggio e finita a colazione del giono dopo ma passiamo alla preparazione...

Ingredienti::
400 gr di farina  OO 250 gr di zucchero
200 gr di burro
100 gr di mandorle pelate
4 uova
1 bicchiere di marsala dolce
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
1 bustina di vanillina
scaglie di cioccolato per decorare


Preparazione:
Setacciate la farina insieme con il lievito, disponetela in una terrina adatta, mescolate con lo zucchero le mandorle tritate e un pizzico di sale.
Sciogliete il burro a bagnomaria e unitelo al composto, aggiungete anche  il marsala, i tuorli e per ultimo gli albumi montati a neve ben ferma.
Inburrate e infarinate una teglia (io ho usato quella da crostata con il fondo che si può staccare) non più larga di 26 cm e spalmate con un cucchiaio l'impasto livellandolo bene (l'ho aggiunto ora perchè ieri mi ero dimenticata di scriverlo). Cuocete in forno a 180 gradi per 40 minuti.
Quando sarà tiepida cospargetela di scaglie di cioccolato a piacere... e gustatevela senza sensi di colpa!


Vi lascio il consiglio che Marta Ferrari ha scritto all'inizio della ricetta...
" Non date retta al dietologo. Mangiatela, ma rispettate la giusta quantità"
che ne dite? mi sembra un consiglio giusto ed equilibrato no?
Buona serata a tutte! io stò guardando Amiche Nemiche, giusto per piangere un pochino in libertà....

Vellutata di Lenticchie rosse

| 43 bricioline di pane...


La cosa più bella dell'avere un blog è a mio parere conoscere altri blog e le persone che li creano, e innamorarsi delle ricette che propongono, vuoi le foto... vuoi gli ingredienti... insomma ho così tante ricette da copiare che ho una cartella sul pc che "strabocca"... e l'erba del vicino come si suol dire è sempre più verde.... così un giorno passando da loro, blog fantastico, ricette meravigliose, foto da copertina mi sono letteralmente innamorata di questa ricetta, modificata e da zuppa per la bagnarola mauri è diventata vellutata altrimenti avreste visto il mezzo mozzo e la mia tovaglia riempirsi di povere lenticchie che solitarie cercavano un rifugio... accompagnate dalla frase "ma che cosa sono queste palline rosse? verdura???? non la mangio!" mentre se la verdura diventa crema o purè o vellutata non è più verdura, che ci volete fare, le mamme sono delle fate o delle maghe... e a volte anche delle streghe! "sai che succede se non finisci la cena? - facendo la voce spanventosa...CHI VA' A LETTO SENZA CENA TUTTA NOTTE SI DIMENA..."  bhè questo funzionava con i due marinai che per la paura di un assalto notturno di pirati, finiva in fretta e furia quello che c'era nel piatto, con il mezzo mozzo funziona meno ma qualche volta sono fortunata, questa zuppa è piaciuta a tutti e l'aggiunta del cipollotto condito con il succo di lime ha dato originalità al piatto, grazie quindi alle Cuoche dell'altro mondo per avermi fatto conoscere qusta ricetta... ho dovuto omettere alcuni ingredienti perchè non li avevo, ma il risultato è stato ottimo lo stesso!
Ingredienti:

400 gr di lenticchie rosse decorticate
2 carote
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di olio EVO
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 litro di brodo vegetale (con le verdure poi ho fatto le piramidi  di ricotta e verdure)
3 cipollotti freschi
1 lime
pepe nero e sale q.b.


Preparazione:

lavare le lenticchie raschiate le carote e con il frullatore tritatele con l'aglio, in una casseruola fate soffriggere con due cucchiai di olio i semi di coriandolo con le carote e l'aglio; aggiungete poi le lenticchie il concentrato di pomodoro, salate e pepate quanto basta, fate rosolare ancora qualche minuto poi aggiungete il brodo. Fate cuocere a fuoco medio per circa 30 minuti.
Nel frattempo lavate i cipollotti e tagliateli a rondelle sottili sottili conditeli con il succo del lime e la buccia grattugiata aggiustate di sale e pepe. Quando la zuppa sarà pronta frullatela e servitela con un cucchiaio di cipollotti e un filo d'olio EVO. Credeteci è davvero una bontà!



E non posso non fare gli auguri a tutte le donne (mi perdonino questa volta i signori uomini che vengono a farmi visita)  la festa della donna è diventata oramai commerciale ma se serve davvero a smuovere le barriere nel campo del lavoro, dell'indipendenza, contro la violenza, contro l'ignoranza allora ben vengano tutte le iniziative che si sono organizzate in questo giorno... in cuor mio ricordo con tanto affetto e con tanta malinconia due donne mie amiche che hanno lasciato purtroppo troppo presto la loro famiglia e i loro figli, hanno sopportato la sofferenza della malattia  inguaribile, e dalla loro morte è rinata tanta speranza, tanta gioia, tante iniziative...
Simona e Anna, quando sono triste, giù di morale, quando vorrei sbranare i miei figli, quando, non ho pazienza con mio marito, quando mi sento così debole, indecisa... penso a voi... all'esempio che mi avete lasciato... a come avete lottato e alla forza che avete avuto e avete saputo trasmettere... grazie! siete sempre nel mio cuore....

Muffin ai piselli, galbanino e curcuma... politically incorrect

| 30 bricioline di pane...
... A sinistra... a destra... in centro.... ma questi Muffin da che parte stanno??? mannaggia avete visto che deviazione? ebbene con tutto il polverone politico di questi giorni non potevano che venire così... non sanno neanche loro da che parte stare.... vabbè... a parte la battuta, vi racconto l'avventura di mia mamma...
Nei giorni scorsi aveva firmato per sostenere un candidato di una lista che conosceva... ebbene, arriva una lettera dalla polizia giudiziaria che la invita a presentarsi il tal giorno alla tal ora, con tutti i documenti relativi all'articolo citato nell'oggetto.. agitatissima mi telefona e ci chiediamo entrambe cosa sia successo... qualcosa relativa alla malattia di papà (mio papà è sulla sedia a rotelle..) magari qualche permesso scaduto? insomma chiediamo a mio suocero che è un pò l'esperto di famiglia e ci dice che probabilmente è collegato al fatto che lei abbia firmato per il prima citato candidato... vabbè tranquille aspettiamo il giorno dell'appuntamento... ebbene ieri mattina si reca alla sede della polizia giudiziaria e li una fila infinita di gente invitati come lei a presentarsi... non ve la faccio lunga... il suo nome era su altre tre liste.... e chiaramente la polizia stà facendo i controlli del caso come avrete sentito ai telegiornali... ma in che mano siamo... non sò davvero...
Quindi titolo non mi è mai sembrato più opportuno, devo dire che quando in forno ho visto le deviazioni ci sono rimasta un pò male, ma quando poi li ho assaggiati non ho fatto più caso alla loro scelta politica, erano buoni e saporiti...
Per questa ricetta un grazie alla mia amica Simo che nelle nostre innumerevoli chiacchierate telefoniche me li ha consigliati, i suoi li trovate qui belli e perfetti, io ho fatto qualche modifica, come mio solito!


Ingredienti:
200 gr di farina bianca OO
1 uovo intero
200 ml di latte fresco intero
150 gr di piselli surgelati
2 cucchiai di grana gratuggiato
2 cucchiaini di lievito istantaneo
3 fette di galbanino tagliato a cubetti
1 cucchiaio abbondante di curcuma
prezzemolo quanti vi piace
sale e pepe q.b.
spicchi di pomodoro fresco

Preparazione:

In una terrina in ceramica mettete tutti gli ingredienti  tranne gli spicchi di pomodoro, piano piano amalgamateli per bene e disponete l'impasto nei pirottini per dolci, prima di infornare mettete perpendicolarmente lo spicchio di pomodoro nel muffin e fate cuocere in forno a 220° (io uso sempre il metodo da freddo a caldo) per circa 20 /25 minuti quando saranno ben colorati e saldi toglieteli e mangiateli ancora tiepidi, non ho potuto fare la foto del muffin tagliato perchè li abbiamo portati ad una cena da amici, ma erano davvero squisiti, quindi sia a destra che a sinistra o al centro l'importante è che li abbiamo finiti in un baleno!

Cosa leggiamo....

| 25 bricioline di pane...
Ed eccoci ad u nuovo appuntamento della rubrica cosa leggiamo, così anche il secondo venerdì di quaresima è salvo.... scherzo ovviamente, però non mi dispiace riservare il venerdì a questa rubrica quindi magari anche finita la quaresima il venerdi lo eleggerò a giorno di post creativo, di lettura, di cucito, di ricamo, qualcosa di non culinario che ne dite? purtroppo in questi giorni non riesco ne a cucire ne a ricamare mannaggia... ho una forte infiammazione alla cuffia dei rotatori, nella spalla sinistra che per altro dovrei operare ma come tempi di convalescenza sono impossibile (3 mesi...) per una mamma con tre figli ancora "piccoli" e quindi non mi resta che rimandare fino a quando sarà impossibile rimandare... e così alla sera il braccio mi fà malissimo e non riesco a fare molto,  sono inbottita di antinfiammatori e cerco di usare la sinistra il meno possibile. (sono mancina dalla nascita ma la mia nonna diceva che la sinistra era la mano del diavolo e così.... ho imparato a scrivere con la destra, e il resto lo faccio con la sinistra...)  ma torniamo ai nostri libri, questi due titoli sono entrami divertenti, scorrevoli ei parlano del legame di amicizia che si instaura tra due gruppi di amiche donne, splendido io adoro leggere come nonostante le avversità e i dolori le donne comunque escono vincenti, perchè sono forti, perchè sono coraggiore perchè hanno vicino delle altre donne che le sostengono e le incoraggiano... e io ho bisogno di queste storie...

Il primo libro si presenta così...

"...Quando problemi sentimentali chiamano, il cioccolato risponde. Questo è il segreto di un quartetto di amiche londinesi - assillate da uomini di volta in volta goffi, impotenti, viziosi e irascibili - che, come antidoto alle delusioni amorose, si riunisce nella migliore pasticceria della città per mangiare cioccolatini prelibati e trovare insieme le soluzioni alle più disparate questioni di cuore. Nasce così "Il sexy club del cioccolato": una società segreta che si riunisce quando qualcuna delle sue aderenti invia alle altre un SMS con su scritto "emergenza cioccolato" e in cui l'unico uomo ammesso è lo splendido pasticcere omosessuale.." 

Il secondo libro è la continuazione di un precedente romanzo che purtroppo non ho letto ma che ho prenotato in biblioteca... 


"...Grandi novità al Club del Venerdì. Sono confermati luogo e ora per l'appuntamento che da cinque anni riunisce le affezionate di Walker & Figlia: il negozio di filati più trendy di Manhattan, a pochi passi da Central Park. Ma il tempo ha scompigliato un po' le carte tra carriera e sentimenti. E così ora, nel gruppo del venerdì sera, c'è chi affronta gioie e dolori della maternità e chi deve reinventarsi l'esistenza dopo un divorzio; chi si abbandona a un nuovo amore quando i figli ormai adulti la giudicano "fuori tempo massimo", e chi invece sogna ancora di dare il primo bacio. Quello che gli anni non sono riusciti a intaccare, invece, è il legame che unisce le protagoniste. Da semplici clienti sono diventate amiche, perché tra una dritta e l'altra sull'arte del tricot hanno cominciato a scambiarsi chiacchiere e confidenze, fino a sostenersi a vicenda tra gli alti e bassi della vita. Anche nei momenti più duri, come quando Georgia Walker, la proprietaria del negozio, è venuta a mancare e loro si sono strette come una famiglia intorno a Dakota, la sua bambina. Un po' mamme, un po' sorelle maggiori, l'hanno accompagnata attraverso gli anni complicati dell'adolescenza, e anche ora che, diciottenne, deve cominciare a trovare da sola la sua strada, non hanno certo intenzione di abbandonarla. Crescere non sarà facile per Dakota. Ma scoprirà che nella vita, come nella passione che unisce le amiche del venerdì sera, l'importante è non lasciarsi abbattere dall'inesperienza e dai passi falsi..."

Entrambi mi sono piaciuti moltissimo storie diverse ma molto simili per quanto riguarda i sentimenti di amicizia che lega questi due gruppi di donne... ve li consiglio di cuore se credete che l'amicizia sia un dono grande che ci aiuta nei momenti di difficoltà e che ci premia nei momenti di gioia, buona lettura!

Pan Polenta alla riscossa... - ricette per pane da 750 gr e da 600 gr

| 3 bricioline di pane...
Brevissima aggiunta al post di ieri, aggiungo qui le dosi per fare un pane da 750 gr e da 600 gr  e il programma da usare con la macchina del pane.
Attenzione, io ho sostituito il lievito madre disidratato con la pasta madre, volendo lo potete sostituire con lievito fresco o disidratato.

Pane da 600 gr
150 ml di acqua
1 uovo sbattuto
300 gr di farina di tipo  o di tipo 1
50 gr di semola di pais (per polenta)
2 cucchiaini di lievito madre disidratato
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaio di olio EVO

Pane da 750 gr
210 ml di acqua
1 uovo sbattuto
380 gr di farina di tipo  o di tipo 1
70 gr di semola di pais (per polenta)
2,5 cucchiaini di lievito madre disidratato
1,5 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaio di olio EVO

Programma "Pane bianco" o "base"

Buon lavoro!

Pan di polenta

| 47 bricioline di pane...

Ore 5.45 di mattina.... sveglio Pietro che deve andare in gita scolastica... Paolo lo accompagna e secondo voi che faccio? torno a letto... no... ma che dico... preparo il pane, per stasera non ne abbiamo e se uso la pasta madre, a tutto il tempo di lievitare a dovere, e come sempre... pronti via...
La ricetta l'ho presa dal mio primo libro su come fare il pane, il mio primo amore, mai libro è stato più usato, sfogliato, scritto con modifiche delle ricette, tanti fogliettini che sbucano dalle pagine sporche di farina, all'inizio lo usavo per la macchina del pane, poi la macchina del pane è stata abbandonata per poter sperimentare nuove forme e nuovi impasti, il libro di cui parlo è questo "Fare il pane con la macchina del pane" della Guido Tommasi Editore, che ha dei libri meravigliosi e che vorrei cavere nella mia libreria dal primo all'ultimo...
Ricetta per un pane da 1 kg circa (se vi serve ho anche quella da 750 gr e da 600 gr)

Ingredienti:
300 ml di acqua
400 gr di farina OO o tipo 1
1 uovo sbattuto
100 gr di semola di mais (farina gialla per polenta)
150 gr di pasta madre
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiai di olio EVO
1 cucchiaino di succo di limone

Preparazione:
Ho messo tutti gli ingredienti nel Bimby (a piacere nella planetaria o in una ciotola se impastate a mano) e impastato per circa 4 minuti, poi ho messo l'impasto in una ciotola di ceramica che ho ricoperto con un coperchioe, ho lasciato lievitare fino alle 13.00 circa (7 ore più o meno), a quel punto ho ripreso l'impasto, e reimpastato velocemente mettendolo in una forma da plumcake da 1 kg ed ho lasciato lievitare ancora fino alle 17 circa (4 ore ancora). Quando il pane sarà ben lievitato cuocetelo in forno appena acceso per circa 40-50 minuti, uso spesso questo metodo così non spreco l'energia  e il calore aiuta l'impasto a lievitare meglio, prima di togliere fate sempre la prova del suono sordo sul fondo e capirete che è cotto.


Pane delizioso, leggero, la farina di mais lo rende delicato e particolarmente adatto secondo noi per la colazione con burro e marmellata o semplicemente con il miele, dalla foto che vedete infatti noi è così che lo abbiamo provato appena tiepido.... una delizia... davvero una delizia...

P.s. come vedete continuo i miei esperimenti con i programmi di grafica per modificare le immagini e mi stò divertendo da morire...

Simil - meringhe biscottate con datteri e noci

| 45 bricioline di pane...

Un super nome inventato per una ricetta di una semplicità e velocità pazzesca.... siamo in uno dei soliti pomeriggi dopo il rientro dalle scuole varie... "mamma che mangiamo a merenda..." e quando rispondo "uovo sbattuto?" una ola si alza in salotto e arriva fino alla cucina... sì la mia passione per la merenda del cuore, il mio uovo sbattuto è arrivata fino ai miei figli, lo adorano, lo vorrebbero sempre ma si sà... l'uovo crudo... tanto zucchero.. insomma solo una volta ogni tanto, ma il cruccio di cosa fare con gli albumi avanzati c'è sempre, li metto in freezer, oppure? e se facciamo dei biscotti? che biscotti non sono.. e se facessimo delle meringe? che meringhe non sono.... insomma, nel cesto della frutta da usare, noci e datteri e allora? come al solito creiamo....

Ingredienti:
2 albumi
50 gr di noci
80 gr di datteri
2 cucchiai di zucchero

Preparazione:
Montate a neve ben ferma gli albumi, aggiungete lo zucchero i datteri e le noci ben spezzettati, rivestite  con carta da forno una teglia rettangolare e metteteci delle cucchiaiate di questo impasto, cuocete  in forno a 150 gradi fino a quando saranno ben coloriti (mi spiace ma non ho impostato il timer e non sò il tempo esatto), togliete dal forno e mettete a raffreddare su una griglia, io a dire il vero non li ho assaggiati, non mi piacciono le meringhe,  ma per cena erano finiti quindi immagino siano piaciuti parecchio.
Un dolce buon inizio di settimana a tutti voi!